Vota, Antonio

Una settimana fa, attraverso la nostra web-app custom per la votazione online, accompagnavamo il Porto di Cecina Spa a tenere la propria Assemblea di approvazione bilancio, rinnovo del Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale. La piattaforma, integrata con un’altra dedicata specificamente alla videoconferenza, ha permesso il necessario spazio alle relazioni dei candidati, al conseguente dibattito e confronto e ovviamente ad una votazione digitale di ben 190 votanti in contemporanea, con spoglio visibile in tempo reale sullo schermo condiviso.


Una figata, ma fin qui nulla di straordinario se non la complessità tecnica data dai linguaggi di programmazione utilizzati e dagli aspetti di cybersicurezza messi in campo.


Lo straordinario però, secondo noi, c’è stato eccome e con le dovute proporzioni ci sentiamo addosso la buona sensazione del missione compiuta, tipo, esagerando un po’ esser riusciti a far atterrare la Perseverance su Marte; soltanto che a bordo non vi erano astronauti esperti ma un corpo elettorale âgée, con chiome imbiancate.


Grazie ad un mese o poco più di “marinatura digital” in cui li abbiamo immersi con tutorial, simulazioni, file di istruzioni ricchi di infografiche lineari, siamo in qualche modo riusciti a portarli nello spazio dell’internet e a non farli perdere nel dark web. Mica male. E’ stato davvero come portarli in gita fuori porta. Difatti l’unico momento un po’ più caotico è stato quello iniziale, quando c’è stata ressa per entrare sul pullman di zoom. Qualche spintone, qualcuno con un po’ di fretta degli altri, qualcun’altro che aveva dimenticato il biglietto con la password. Ma poi la fila si è composta ed una alla volta sono entrati, disciplinati, tutti, nessuno escluso. Tutto si è svolto regolarmente, tutti quelli che dovevano o volevano parlare hanno potuto parlare, tutti quelli che dovevano votare hanno votato.


Allora, come urla il Dr Frankenstein: “Si può fare!”.


Si può essere ibridi, si può arricchire il fisico con il virtuale, l’analogico con il digitale. Il digitale può non esser barriera anzi può abbatterle, può essere strumento ausiliario per le pari opportunità, può avere una funzione abilitante. La piattaforma ha permesso a tutti di esserci, anche a quelli con più difficoltà fisiche ad esempio, o quelli che si trovavano fuori regione. La natura blended di un percorso lo rende più ricco di opportunità. E sarà opportuno sempre più pensare in maniera dicotomica e pluridimensionale anche quando potremo tornare a frequentare luoghi in maniera assembrata. Sarebbe sbagliato pensare al digitale come alternativa e sarà doveroso pensarlo come integrazione, esperienza aggiuntiva al reale: nuove didattiche, nuovi processi di apprendimento, nuove finestre di sapere. Esso aggiunge, non sottrae.


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